Un progetto che si sviluppa principalmente nella regione metropolitana della città di Petrolina, nello Stato del Pernambuco in Brasile, attraverso una rete di collaborazioni con enti pubblici, privati e società civile a livello locale e internazionale.

“Dalla nostra esperienza, iniziata nel 2002, abbiamo la consapevolezza che l’incontro, il dialogo e la collaborazione alla pari costituiscono il Cuore di un approccio interculturale e di una relazione autentica. Sono fonte di grande ricchezza per il benessere degli esseri umani e della società e per una migliore presa in carico e risoluzione delle situazioni di bisogno che ogni comunità si trova ad affrontare.”

Nicola Andrian e Isabella Polloni - En.A.R.S.

martedì 14 giugno 2022

Immergendoci nella cultura e nel folklore della regione Nordeste del Brasile

 

Sei mai stato nella città di Juazeiro da Bahia, magari facendoti accarezzare il viso e il corpo dal vento caldo e secco del Sertão?

Conosci la Festa di São João e il Forró, il ballo tipico della regione Nordeste del Brasile?

Se ti interessa approfondire alcune tematiche specifiche della cultura e delle tradizioni di questa regione brasiliana, il coodinamento del programma di ricerca e scambi Intereurisland e del Progetto BEA ti invita a 3 appuntamenti per immergerti in questa terra e nelle sue tradizioni.

Appuntamenti che fanno parte del percorso formativo pre-partenza per le esperienze di scambio di quest'anno, ma che sono aperti a chiunque sia interessata(o) alla lingua portoghese e alla cultura brasiliana.

  • 23.06: FESTA JUNINA (di San Giovanni) e il ballo del Forró
  • 29.06: Cineforum, con il film: CENTRAL DO BRASIL
  • 15.07: Il SERTÃO brasiliano e la seconda parte dello stage di FORRÓ

I tre appuntamenti si svilupperanno con il seguente programma:

16.16: Ritrovo nella Casetta nel bosco: sede dell'Associazione Marcellino Vais che ringraziamo per l'ospitalità con tutto il Cuore.

16.32: Approfondimento della lingua portoghese, assieme a studentesse(i) del Mestado PPGESA e del gruppo di ricerca EDUCERE, del Dipartimento di Scienze Umane DCH III, dell'Università dello Stato della Bahia, UNEB, Brasile.

17.33: Pausa caffè, succo e altro

17.47: Nucleo tematico: in accordo con il momento specifico

19.19: Cena condivisa, per la quale ognuna(o) porta con se qualcosa da condividere con il gruppo. La sede che ci ospita ha una cucina per qualsiasi necessità.

20.52: Serata tematica con balli o film.

Per partecipare alle giornate (o anche solo ad alcune attività) vi chiediamo di compilare il format on-line e di pensare ad un contributo/donazione minimo consigliato di Euro 5,00 (che comprende la tessera EnARS) per chi segue un'unico evento/momento, con un contributo libero per partecipare ad eventuali altri momenti.

Link iscrizione: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeTSwbN8pI_mn7DfRVd2dzUXz4QGy7OtZ9KVPdqcaaRw78wPA/viewform?vc=0&c=0&w=1&flr=0

Come raggiungere la sede:

Sede Associazione Marcellino Vais, ingresso da Via Cave n.293, Padova, seguendo il percorso indicato nella cartina di seguito e le indicazioni ‘Associazione Marcellino Vais’.

Se sei in macchina, moto/scooter o bicicletta puoi parcheggiare di fronte alla sede, entrando da via Cave e seguendo il percorso segnalato in giallo (riferimenti: cavalcavia dell’aeroporto a fine di Via Sorio uscendo dalla città oppure uscita n.5 di Corso Australia – Tangenziale).

Se sei a piedi puoi arrivare con gli autobus urbani n.06 e n.12 ed entrare da via Cave.


venerdì 11 febbraio 2022

"Pés no chão" - Report finale esperienza di GloCal Service-Learning di Valentina Gigliello - Scienze psicologiche dello sviluppo, della personalità e delle relazioni interpersonali, Università di Padova

Tramonto sul Fiume São Francisco, fra le città di Petrolina e Juazeiro
Sono entrata in contatto con il Progetto BEA ormai tre anni fa, assistendo all’intervento di Nicola Andrian, il coordinatore, durante una lezione di pedagogia generale, al mio primo anno di corso all’Università di Padova. Già dalla presentazione dell’esperienza ne ero rimasta estremamente affascinata, soprattutto dall’idea (mai sentita prima) di applicare all’interno del percorso universitario il Service-Learning. L’innovazione della proposta sta nel concepire il servizio solidario alla comunità e l’apprendimento non come due attività separate, bensì come un unico percorso educativo coerente, partendo dal presupposto che la conoscenza non sia solo un contenuto da trasmettere in forma passiva, come dice chiaramente il pedagogista e filosofo brasiliano Paulo Freire, bensì da sperimentare in prima persona. Lo sviluppo di una cittadinanza attiva e pro-sociale è uno degli obiettivi fondamentali del Service-Learning, che chiede agli studenti coinvolti di mettere alla prova, in contesti reali fuori dalle aule, le conoscenze teoriche, abilità e competenze previste dal loro curriculum accademico, collaborando con il territorio stesso tramite le interazioni con gli attori in esso coinvolti. Nella logica di collaborazione in rete tra università e territorio, l’apprendimento accademico non è semplicemente a vantaggio del singolo studente, ma si fa risorsa per la comunità ed è, al tempo stesso, ulteriormente potenziato proprio dal contatto con la comunità.

Applicando il Service-Learning (S.L.) attraverso un approccio GloCale, prerogativa del Progetto BEA in stretta collaborazione con il programma di ricerca e pratiche Intereurisland, si propone una visione che comprenda simultaneamente tanto la dimensione globale, quanto quella locale. Ciò implica il pensare al contesto territoriale, in quanto caratterizzato da determinate peculiarità e necessità specifiche, mantenendo relazioni con l’internazionale. Creare una rete che tenga conto delle singole realtà, senza isolarle né integrarle in un processo di globalizzazione, bensì esprimerle e valorizzarle in un dialogo comune.

La proposta del S.L. prevede un’alternanza continua tra la teorica e la pratica e tra l’università e la comunità. Nello specifico di questo progetto, la parte teorica si sviluppa con l’approfondimento (già proiettato nell’ottica di un’applicazione pratica) di concetti quali la comunicazione assertiva, comunicazione non violenta e relazione educativa e di aiuto attraverso il corso di estensione (Extensão in brasilaino): “Relazioni interpersonali e dinamiche di gruppo”, del Dipartimento di Scienze Umane DCH, Campus III, della città di Juazeiro-BA, dell'Università dello Stato della Bahia (UNEB). La parte pratica, di servizio solidale, invece, si sviluppa attraverso un tirocinio formativo in uno degli enti della rete di collaborazioni che sia il BEA che Intereurisland hanno nel contesto locale delle città di Juazeiro-BA e Petrolina-PE (che fisicamente costituiscono per diversi aspetti un unico agglomerato urbano, separate solo dal Fiume San Francisco).

Una tappa importante dell’esperienza di mobilità vissuta, che rafforza l’acquisizione di conoscenze e competenze anche in merito al dialogo interculturale, è la fase iniziale di immersione nel contesto locale e di contatto e scoperta di diverse realtà che operano nell’ambito del disagio e della vulnerabilità sociale, dei diritti umani e della cittadinanza attiva.

Tale processo di immersione è iniziato già in Italia, attraverso la formazione pre-partenza che ho condiviso con quattro studentesse(i), sempre dell’UNIPD, in partenza con il programma Intereurisland.

Formazione pre-partenza. L'equipe 2021 con la Porf.ssa Barbara Cabral, RMSM - UNIVASF
In questa fase, immaginando la realtà brasiliana ancora lontanissima all’epoca, ognuno di noi del gruppo si era fatto un’idea dell’ente in cui avrebbe avuto interesse a svolgere il tirocinio. Per me la scelta era ricaduta sul FUNASE-CENIP, la Casa di reclusione di prima accoglienza nella città di Petrolina, della Fondazione socio-educativa per adolescenti in conflitto con la legge.

Qui gli adolescenti devono scontare un periodo massimo di 45 giorni, in attesa della sentenza definitiva del giudice. Le possibilità consistono poi, dipendendo dal processo, o con la scarcerazione o con il passaggio alla struttura di detenzione vera e propria (il FUNASE-CASE).

Considerando tale scelta, gli obiettivi formativi che mi ero preposta, e che facevano parte del progetto di tirocinio formativo presentato alla UNIPD, erano:

  • Osservare l’ambiente carcerario minorile - sia per quanto riguarda i detenuti, sia per l’organizzazione della struttura (es. personale, fondi)
  • Capire come cambia il concetto di educazione e relazione in base alla cultura
  • Scoprire come cambia il concetto di devianza in base alla cultura
  • Osservare e prendere parte alla quotidianità dell’ente accogliente
  • Osservare ed apprendere a gestire le problematiche che ci possono essere al momento dell’arresto (quali senso di colpa, rabbia, astinenza in caso di dipendenza da sostanze)
  • Apprendere l’insieme di metodologie utili per la valutazione dell'ambiente carcerario
  • Valutare la possibilità di opzioni alternative al sistema penitenziario come risposta a reati commessi da minori
  • Entrare in un clima di condivisione di esperienze e contatto con l’Altro
  • Saper lavorare in equipe
  • Saper gestire situazioni stressanti
  • Implementare i concetti teorici approfonditi durante il percorso accademico all’Università di Padova

Una volta arrivati in Brasile però, a causa della situazione d’emergenza data dalla pandemia, gli enti non sono stati da subito in grado di accogliere tirocinanti. Come equipe Bea&Intereurisland 2021, si è comunque realizzato il giro di visite ad ogni ente della rete - sia carceraria che dei CAPS (Centri Attenzione Psicosociale).

Equipe in visita al FUNASE Cenip, Petrolina-PE

Iniziando a scoprire le dinamiche della realtà dei CAPS, è emerso un forte legame e interesse degli operatori nei confronti dell'orientamento basagliano nella questione psichiatrica: qui, infatti, si cerca di assistere la persona a livello multisistemico, con differenti figure professionali e dando importanza alla persona nella sua complessità e non solamente nella limitante (secondo la prospettiva antimanicomiale) visione sano/malato. Nello specifico, dal 1988 in Brasile esiste il Sistema Único de Saúde (SUS), pubblico e aperto a tutti. Inoltre, a seguito della Riforma Psichiatrica e del movimento di Lotta Antimanicomiale - fortemente ispirati dalla psichiatria italiana a stampo basagliano - nasce la Rede de Atenção Psicossocial (RAPS), responsabile del sostegno a persone che manifestano sofferenza psichica e/o disturbi psichiatrici e di abuso di sostanze. La rete è composta da molteplici servizi, tra cui i Centri di Attenzione Psicosociale (CAPS), l’assistenza sanitaria di base, le unità di emergenza ed urgenza, i servizi di residenza terapeutica e manicomi. I CAPS si propongono come alternative sostitutive agli ospedali psichiatrici, in quanto servizi presenti nel territorio, a porte aperte e che operano in équipe multiprofessionali con una logica interdisciplinare. Essi sono divisi in: CAPSi Infanto-juvenil, dedicato al sostegno a minori; CAPS II, che accoglie adulti con disturbi psichiatrici gravi e persistenti; CAPS AD (Alcol e Droga), specializzato nell’area dell’uso abusivo di alcol e droghe. C’è poi un'ulteriore differenziazione (che determina gli incentivi governativi) in base al numero di abitanti del distretto in cui il CAPS opera.

Estremamente affascinata da una possibile esperienza nel CAPS AD III di Petrolina, ho optato alla fine per svolgere il tirocinio formativo sia all’interno del CENIP, che del CAPS.

Le due sono risultate essere per me opportunità di apprendimento molto diverse, seppur complementari. All'interno della FUNASE, infatti, ero di accompagnamento alla psicologa, avendo così l’occasione di approfondire tale ruolo specifico. Nel CAPS al contrario seguivo ogni figura professionale dell’equipe (assistente sociale, psichiatra, psicologa, coordinatore, infermiera, OSS, farmacista e riduttore di danno), approfondendo così il funzionamento del servizio a 360 gradi.

Già da qui si può capire che l’adattamento è stato una delle capacità e sfide che mi sono state richieste: non lasciarsi scoraggiare dal mutamento di una situazione, bensì trovare il modo di trarne punti di forza. Così, dall’idea di focalizzare la mia attenzione sugli adolescenti, mi sono trovata a svolgere la gran parte del mio tirocinio all’interno del CAPS. Fin da subito mi ha colpita la percezione che avevo di quanto i professionisti che vi lavoravano fossero frustrati, sensazione che man mano si rendeva sempre più pervasiva e ingombrante. Sentimento che, a livello personale, provavo pure io nella quotidianità del lavoro stesso.

Attività laboratoriale al CAPS AD di Petrolina-PE
La scelta dell’argomento di tesi è ricaduta, allora, sul cercare di riflettere su quanto fosse reale tale percezione, partendo dai resoconti dell’equipe stessa. Come strumento di ricerca mi sono avvalsa dell’intervista dialogica: uno strumento qualitativo di raccolta dati per ricerche in ambito sociologico. Si tratta di un'interazione nella quale l'intervistatore si pone in condizione di ascolto, lasciando lo spazio di protagonista esclusivamente all’intervistata(o) che a quel punto diventa narr-attore ossia soggetto più che oggetto di ‘stato’. L'intento primario è quello di raccogliere rappresentazioni di esperienze e di relazioni, arrivando così a scoprire come le opinioni e le informazioni riferite ai valori, norme, condizioni, episodi agiscono concretamente nella vita dei soggetti e prendono forma nelle loro azioni. A tal fine si tratta di uno strumento estremamente flessibile, che si adatta alla situazione contestuale dell’intervista e al racconto dell’intervistato stesso. Nel caso specifico di questa esperienza, questo strumento è stato utilizzato nella prospettiva di ascoltare la rappresentazione del contesto in cui la realtà del CAPS prende vita.

Discutendo la Tesi di Laurea dal Brasile
Facendo le interviste mi sono trovata ad essere bombardata di informazioni, di storie, emozioni. Per molti sentivo che ci fosse la necessità di avere uno spazio in cui sfogarsi e, soprattutto, di persone disposte ad ascoltare ciò che di solito viene ignorato: il benessere inteso come psicofisico e sociale. In un Paese in cui ancora esistono i manicomi, il non riconoscimento dell’importanza della salute psichica sembra essere una costante.

Mi trovo quindi ad immergermi nella scoperta del SUS e, con sorpresa, a rendermi conto di non sapere praticamente nulla riguardo a come funzioni la salute pubblica in Italia, tantomeno quella mentale. Sento di nuovo una passione per la psicologia, più che altro la voglia di capire ed approfondire i concetti stessi di benessere, comunità, territorio. Scopro anche di avere un approccio alla psicologia che non vuole essere chiuso dentro ad uno studio terapeutico, snaturato rispetto all’ambiente quotidiano della persona; il prendersi cura è fuori, nelle strade, nelle case, nelle relazioni e non solamente all'interno del servizio.

Penso di aver avuto il privilegio di oscillare tra l’essere comunque una figura di riferimento ed, in quanto una tirocinante e non professionale, una presenza molto più vicina, quasi amica per le persone con cui entravo in contatto. Ciò vale sia per il CAPS che per il CENIP. 

Cercando quindi di trovare un mio ruolo all’interno delle due equipe, come obiettivo mi sono posta quello di creare un ambiente naturale di espressione, sia mia che altrui. Il mio che dovrebbe essere un lavoro basato sulla parola, si è trasformato ed unito ad un susseguirsi di attività estremamente pratiche: che fosse il giocare a calcio, il farmi insegnare a suonare la chitarra o allenare le verticali nel cortile. In particolare sono felice di aver portato la Capoeira Angola all’interno della FUNASE e in qualche momento anche al CAPS. La Capoeira, un'arte che ho imparato ad amare e rispettare e che sicuramente meriterebbe uno spazio maggiore, ma non penso sia il focus che voglio dare in questa sede.

Capoeira al CAPS
 

Volevo creare uno spazio alternativo a quello della solitudine della cella e alla pesantezza dei pensieri e, più in generale, ristabilire insomma una sorta di naturalità nel rapporto, di eliminare la categorizzazione medico-paziente o carceriere-detenuto.

Ciononostante, mentre nel primo periodo pensavo, una volta tornata a casa, di cercare subito un modo per continuare un percorso specializzante qui, credo di aver bisogno di riflettere ed elaborare quello che è successo in questi cinque mesi.

Mesi che sembrano volati, quasi mai esistiti, come la sensazione di realtà di un sogno che svanisce man mano che ci si sveglia. Sento che qualcosa però è cambiato, un’energia in qualche modo diversa che si sta facendo arrogantemente strada anche nella normalità italiana (che ormai non esiste più nella stessa forma in cui esisteva prima). Ciò lo collego molto alla Bahia come terra che ho all’inizio osservato curiosa e che ho iniziato a vivere poi, facendomi travolgere dalla sua storia, cultura e contraddizione. Posso affermare che, oltre ad aver appreso molto dal tirocinio formativo dal punto di vista professionale, la mia crescita durante questo periodo è stata soprattutto personale (o per lo meno tale aspetto, a mio parere, risulta essere il più rilevante). Si trasformano così l’esperienza sul campo e lo studio teorico in competenza. Se dovessi immaginare il mio percorso qui, sicuramente non sarebbe una linea retta, bensì un continuo generarsi di nuove emozioni e vissuti. Tutto partito da una lezione a Padova, a cui sinceramente ho deciso all’ultimo di partecipare.

In tale processo di cambiamento il gruppo è stato per me fondamentale. Siamo di fatto partiti in cinque studentesse(i) UNIPD per questa avventura, costituendo assieme al coordinatore l'equipe Bea&Intereurisland 2021, ognuno con la propria personalità e modi di osservare e riflettere sul mondo totalmente diversi e, molte volte, in opposizione. Ammetto non essere stato facile inizialmente: cinque estranei trovatisi di punto in bianco a dover condividere una casa, un progetto di tirocinio e una nuova vita in un luogo totalmente estraneo. Ricordo un articolo che abbiamo scritto assieme per il WECSAB (X workshop nazionale e internazionale di educazione contestualizzata per la convivenza con il semiarido) che io ho personalmente vissuto come mentalmente sfiancante; lì, a mio parere, è stato l’emblema di fatto di quanto fosse difficile trovare un modo per sintonizzare le varie idee e stili (in questo caso di scrittura), valorizzando senza cadere nella trappola omologante e al tempo stesso non rinunciando ad una coerenza generale.

Focus Group di valutazione e pianificazione - equipe 2021
E’ Difficile spiegare il livello quasi di simbiosi che abbiamo raggiunto - sia per quanto riguarda il tempo passato assieme, sia per l’intensità dei vissuti reciproci a cui siamo stati partecipi. La routine, nel momento in cui abbiamo iniziato percorsi più autonomi, stava nell’andare a tirocinio o fare qualsiasi altra attività e, tornati a casa, ritrovarci e parlarne. Penso di non aver mai raccontato a nessuno la mia quotidianità nei più minimi dettagli come ad Alessio, Caterina, Lucrezia ed Arianna in quei tre mesi. Pur non avendo potere sulla scelta dei miei compagni, essi da sconosciuti si sono trasformati in colleghi, “terapeuti” ed infine amici. Ora rientrata in Italia mi manca profondamente la sensazione di essere capita totalmente quando racconto di ciò che ho (e abbiamo) vissuto, senza dover necessariamente provare a spiegare un contesto che per essere inteso va sperimentato.

Molte delle mie considerazioni probabilmente non sarebbero mai state possibili senza loro e, per questo e molto altro, li ringrazio.

Torno a casa più consapevole di quanto sia importante saper improvvisare (non inteso però come mancanza di giudizio), di quanto sia bello concedersi il lusso di ascoltarsi e orientare le proprie scelte anche in base alla propria percezione in quel momento, a non avere piani rigidi e immutabili a cui ci si deve necessariamente adattare. Ciò unito però alla fermezza con cui si può prendere una decisione. Mi torna alla mente una frase che un mio amico mi diceva spesso, quando mi vedeva in dubbio sul da farsi: “Piedi per terra Valentina (Pé no Chão). Vuoi una cosa? Va e falla. Mettiti in gioco”. Da qui, ad una maggiore libertà, svincolata da schemi preimpostati e talvolta forzati, emerge anche la presa di coscienza della propria responsabilità personale rispetto alle possibilità che capitano e che si possono costruire autonomamente se ancora non presenti (certo non generalizzando ad ogni situazione e contesto).

Presupponendo ciò, sento di aver appena aperto una porta su un percorso che voglio percorrere e che passa attraverso la Bahia. Affermo quindi che tornerò in questa terra magica, misteriosa e affascinante, che ora amo.

Valentina Gigliello

Laurea Triennale in Scienze psicologiche dello sviluppo, della personalità e delle relazioni interpersonali, Università di Padova.

 

giovedì 13 gennaio 2022

Immergendosi nel contesto di accoglienza - esperienze di GloCal Service Learning in tempo di pandemia

 

Immergersi, oltre a voler dire "Entrare completamente in un liquido o in una sostanza semiliquida", significa: "Addentrarsi in qualcosa, inoltrarsi [...] sprofondare, darsi completamente o dedicarsi con assiduità." .
O anche può essere: "Penetrare in un ambiente, in uno spazio, ecc., in modo da esserne interamente avvolto." (Vocabolari Il Nuovo De Mauro e Treccani)

Il conoscere profondamente il contesto (straniero) di accoglienza è uno dei processi ritenuti più importanti e significativi per l'esperienza di scambio interculturale proposta sia dal Progetto BEA che dal programma Intereurisland. Un processo che inzia, di fatto, sin dal primo contatto fra studentesse(i) e/o volontarie(i) e il coordinamento ancora nel proprio paese (nella fase pre-partenza) e che finisce solo alla chiusura di ogni attività, al rientro dalla mobilità (a volte non si chiude nemmeno a questo livello). Si ritiene di grande importanza anche e soprattutto approfondendo sempre di più l'approccio GloCale alle esperienze di Service-Learning vissute nei periodi di mobilità. Un approccio che trova nell'educazione contestualizzata una nuova lente, una nuova chiave di lettura del dialogo interculturale, della responsabilità sociale dell'università con la comunità e dell'educazione ad una cittadinanza attiva e pro-sociale.
Quest'anno, per i 5 studenti dell'università di Padova, il processo di immersione nel contesto brasiliano si è sviluppato nell'alternanza fra attività virtuali, a distanza e attività in presenza, seguendo i protocolli e le procedure di prevenzione e contenimento della diffusione del COVID-19, determinati dai diversi enti nei/con i quali si sono realizzate queste attività.
 
Incontro di benvenute/o con docenti del PPGESA - DCH III, UNEB.
 
Nello specifico, tutte le attività di studio con il programma di Mestrado PPGESA, del Dipartimento di Scienze Umane/DCH, Campus III, dell'Università dello Stato della Bahia/UNEB (l'università di accoglienza), si sono realizzate a distanza e sono iniziate ufficialmente con un incontro di 'Benvenute(o)', organizzato da docenti del Gruppo di internazionalizzazione accademica, del PPGESA e della direzione del DCH III, UNEB, realizzato quando l'equipe era ancora fisicamente in Italia. (Le Prof.sse Edilane C.T. e Marcia G.S. e i Prof. Josemar Pinzoh, Edmerson S.R. e Nicola A.).
 
Incontro con la Prof.ssa Barbara Cabral UNIVASF e RMSM.
Fra il periodo pre-partenza e la mobilità, si sono realizzate a distanza anche altre attività di formazione e presentazione di alcune delle realtà con le quali sia il Progetto BEA che il programma Intereurisland collaborano per la realizzazione dei progetti di Service-Learning. Una di queste è il Programma di Residenza Multiprofessionale di Salute Mentale/RMSM, vincolato all'Università Federale/UNIVASF, atraverso il quale si rendono possibili attività specifiche nei diversi Centri di accoglienza psico-sociale/CAPS, delle città di Petrolina-PE e Juazeiro-BA.
 
Equipe Bea&Intereurisland 2021 all'arrivo a Petrolina
Per l'equipe 2021, l'esperienza di mobilità fisica ha avuto inizio a partire dal giorno 18 settembre, data di arrivo dell'equipe Bea&Intereurisland 2021 all'aeroporto di Petrolina-PE (l'equipe, come ogni anno, è costituita da studentesse/i UNIPD ed eventuali volontarie/i in mobilità in Brasile attraverso il Progetto BEA e il programma Intereurisland e il coordinatore).

 
 
Durante il primo periodo in Brasile (nelle città di Juazeiro-BA e Petrolina-PE) il Progetto BEA e il programma Intereurisland prevedono le visite di conoscenza di tutti gli enti partner della rete locale, che si rendono disponibili ad accogliere gli studenti italiani per le attività pratiche dei progetti di Service-Learning (i tirocini). Nella foto del post si possone vedere enti quali la FUNASE (CASE, CASEM e CENIP) di Petrolina-PE: Fondazione socio ri-educativa che accoglie adolescenti in condizioni di conflitto con la legge; i CAPS: Centri di Assistenza psico-sociale; la Segreteria di sviluppo sociale, donne e diverstià SEDES, del comune di Juazeiro-BA; la Pastolar da Mulher: che accoglie donne in condizioni di prostituzione. La rete di collaborazioni locali contempla anche altri enti, sia pubblici che privati, del contesto locale.
Approfondendo dal punto di vista teorico l'esperienza della Pastoral da Mulher, Juazeiro
 
Mantenendo fede all'impegno preso durante l'ultimo weekend formativo pre-partenza (si veda il post specifico:  http://intereurisland.blogspot.com/2021/08/como-posso-alfabetizzarmi-con-lalfabeto.html), si è cercato sin dai primissimi momenti di rispondere concretamente alla domanda che ci si era posti, a seguito di un gioco di ruoli e della riflessione sullo spunto formativo di Paulo Freire: Come possiamo alfabetizzarci con l'alfabeto di chi ci accoglie?
 
Visita alla FUNASE CASEM (semilibertà), Petrolina-PE
 
Seguendo le diverse indicazioni di prevenzione e rispettando tempistiche e necessità di ogni ente, ci si è concentrati nell'Immergersi nel contesto di accoglienza, sentendosi interamente avvolti e sviluppando, in particolare, la capacità di osservare, ascoltare e chiedere. Pur non essendo stato assolutamente semplice, per diverse ragioni legate al periodo specifico, questo approccio ha permesso di acquisire nuove conoscenze e/o approfondire, incrementare conoscenze esistenti (sapere), sperimentare (saper fare), uscire dalle proprie zone di conforto e 'mettersi in gioco' dal punto di vista professionale e anche personale (saper essere) e creare e sviluppare legami, relazioni sia con colleghe(i) dell'equipe che con le tantissime persone che si sono incontrate negli ambiti del programma (università e comunità) e 'casualmente' nella vita di tutti i giorni (sapere vivere assieme).
 
Visita alla SEDES, Juazeiro-BA
 
 
 
"Io sto apprezzando moltissimo la possibilità di scoperta, di andare al CAPS o alla FUNASE e proprio avere l'opinione di un esperto, di una persona che ci lavora, che capisce la situazione e che ti descrive, ti parla, ti racconta la situazione e ... ti fa entrare [...]"
(V.
Equipe 2021 - Focus gruop a fine del primo mese di mobilità).
 
Per una serie di ragioni sempre vincolate al particolarissimo periodo, quest'anno le scelte degli enti di tirocinio sono state prese da ogni singolo studente solo a seguito del periodo iniziale di visite e questo si è rivelato un approccio significativo che si è deciso di adottare anche per i prossimi anni. Ci si è resi conto, infatti, che alcune percezioni, sensazioni e riflessioni si sviluppano solamente dopo esserci stati fisicamente, nei diversi luoghi della rete, ed aver incontrato le persone che ci lavorano o che sono accolte da quelle specifiche realtà.
 
Visita alla FUNASE CENIP, Petrolina
"Mi sta piacendo molto il fatto di conoscere tutte queste realtà in cui c'è finalmente un'applicazione della psicologia perchè mi sta tornando anche un po la fiducia nella psicologia. [...] anche se non è il contesto italiano, siamo molto fortunati di conoscere delle realtà nelle quali c'è un'applicazione della psicologia e [...] si parla di cos'è la salute mentale."
"Ringrazio questo tempo molto dilatato in cui abbiamo esplorato molte delle realtà di salute mentale di Petrolina e Juazeiro, perchè mi ha permesso di capire che alcune cose non mi interessano proprio."  (A. e A. Equipe 2021 - Focus gruop a fine del primo mese di mobilità)
 
Questo incremento di saperi (che fanno riferimento ai quattro pilastri della formazione secondo il Rapporto Delors: "Nell'educazione un tesoro", UNESCO, 1996) in un contesto culturale diverso da quello di origine, ha un ulteriore e interessante aspetto che scaturisce dalle riflessioni sull'esperienza di chi ne è direttamente coinvolto.
Dalle riflessioni su quanto si stava vivendo, ci si è accorti, infatti, che molto di ciò che si stava imparando non lo si conosceva in relazione al proprio contesto italiano. Questo ha fatto nascere il desiderio di approfondirlo al rientro dall'esperienza di mobilità.
"Ogni tanto penso a quanto non so dell'Italia!".
  
"Mi sembrava che ci fosse questo dislivello incolmabile fra come si svolge la (mia) quotidianità in Italia e come si svolge la quotidianità qua. [...] quelle cose che sai che esistono ma che non senti davvero che esistono perchè non le hai mai viste. All'inizio io ho pensato - Io vengo qua per fare cosa? [...] mi sembrava che avessi potuto solo imparare come all'università ... apprendo poi però non so lavorare come una psicologa. Ora invece sto iniziando a vedere anche punti di incontro [...] si è vero che ci sono delle differenza ma questo non vuol dire che (oltre ad imparare) non possa fare qualcosa di utile." (Equipe 2021 - Focus gruop a fine del primo mese di mobilità e finale)

Suonando il violino al CAPS II, Petrolina
Addentrarsi nel nuovo contesto non è un processo 'neutro', nel quale lo studente o la volontaria mantengono una distanza dagli avvenimenti e dalle persone. Al contrario, è un processo durante il quale, naturalmente, quasi per osmosi, inizia una sorta di contaminazione mutua, di incontro e dialogo alla pari fra soggetti portatori di valori, abitudini, conoscenze, credenze, insomma ... di culture, diverse fra loro. Ecco perchè, infatti, ci piace sottolineare sempre il fatto che si vivono incontri fra persone portatrici di culture diverse e non fra diverse culture.
Grazie a questo approccio, inoltre, queste esperienze di mobilità internazionale richiedono a chi è coinvolto il mettere in gioco le proprie conoscenze, capacità e competenze ma non solo, anche i propri interessi, desideri e passioni.
 
 
laboratorio di malabarismo allla FUNASE CASE
 
Si, interessi e passioni grazie alle quali ognuno di noi ha un background significativo che, prima o poi, esce allo scoperto, viene raccontato, condiviso, messo in scena e 'vissuto', incrementandosi di nuove esperienze. Interessi e passioni che, dall'altra parte, nascono e fioriscono proprio grazie a questa immersione e contaminazione reciproca.
Esempi straordinari di quest'anno sono stati gli interessi e le passioni specifiche per teatro e malabarismo, violino, graffiti e ... capoeira, che hanno fatto si che si sviluppassero esperienze meravigliose di dialogo interculturale, contaminazione reciproca e Service-Learning nella sua essenza più profonda e significativa e con il protagonismo degli studenti coinvolti.
 
 
 
L'immersione nel contesto locale è un processo che si sviluppa fino alla fine dell'esperienza di mobilità. Come scrivevamo all'inizio del post, a volte non si chiudono con il rientro al paese d'origine ma continuano, con forme e dimensioni diverse, anche nel post mobilità. Ne è testimonianza il fatto che le nuove relazioni si sviluppano, si intrecciano con relazioni esistenti, con persone e istituzioni che sono già parte del progetto da anni, consolidando sempre più la fiducia in quanto proposto con ciclicità annuali interconnesse.

L'equipe alla FUNASE CASE, al laboratorio di graffiti e murales con adolescenti in conflitto con la legge
 
Le esperienze sono sempre più radicate nel territorio e ogni singolo studente vive profondamente l'essere parte di questo contesto, nel quale lui, comunque, è 'lo straniero'.
 
Alessio L. participando ad un tavolo di discussione durante l'evento scientifico X WECSAB, DCH III, UNEB.

Sin dai primi passi che si fanno nella fase pre-partenza ci si rende conto che il Progetto BEA e il programma Intereurisland sono ... 'più grandi' delle singole esperienze di mobilità, si prende consapevolezza che, da studente o volontaria, non si è i primi e non si sarà nemmeno gli ultimi. Si è parte di un'equipe che spesso e volentieri è chiamata, invitata a vivere momenti assieme, come gruppo e non come singoli. In questo essere conosciuti e ri-conosciuti come gruppo, come equipe in mobilità, la comunità che accoglie riserva sempre alcune 'sorprese' ... e così è stato anche quest'anno. Una di queste, sicuramente, è stata l'invito ad un incontro di condivisione e scambio con un gruppo Scout di Petrolina, che ha permesso di vivere un pomeriggio completamente diverso e assolutamente inaspettato.
 
L'incontro con un gruppo Scout di Petrolina-PE

Nel periodo di mobilità, sempre nell'ottica di conoscenza e immersione nel contesto che ci accoglie, sia il BEA che Intereurisland prevedono un fine settimana prolungato a disposizione per un'uscita di visita o ad una delle Capitali Recife o Salvador, rispettivamente degli Stati del Pernambuco e della Bahia, o di immersione in uno dei diversi contesti naturali meravigliosi, che la Regione Nord Est del Brasile offre.
Quest'anno la scelta si è indirizzata verso il parco naturale della Chapada Diamantina, nel Cuore della Bahia, che, per alcune sue caratteristiche e meraviglie uniche è ad un passo dall'essere coinsiderata patrimonio mondiale dell'UNESCO.
 
Chapada diamantina, Bahia-BA. Vista dal Morro de Pai Inácio
 
"E' stata un'esperienza veramente ricca, prima di tutto pensando a quanto noi siamo stati immersi in tante, tante cose, non solo nel tirocinio e non solo a livello accademico. [...] il senso di stare nel locale e vivere la quotidianità per me è stato importantissimo. Raccontando l'esperienza mi sono resa conto di quanto [...] è stato bello che siamo riusiti davvero ad entrare in profondità in un contesto piccolo, ok, Juazeiro e Petrolina [...] la scelta di stare in una piccola media città e viversela cercando di conoscerla è stato davvero importante. Mi sono permessa., grazie al programma Intereurisland, di fare un lavoro non superficiale, di comunità molto, molto bello." (C. Equipe 2021, focus group finale).
 
Grazie equipe Bea&Intereurisland 2021, grazie di Cuore perchè, nonostante questo periodo molto particolare di vostra permanenza qui, avete saputo 'incarnare' questa 'immersione nel contesto locale' sin dai primissimi giorni, arrivando addirittura a conoscere persone, enti, luoghi, locali, progetti e programmi, che poi avete presentato al coordinatore e che ... lui stesso non conosceva.
E un grazie di Cuore alle persone dei diversi enti che, rispettando le indicazioni in merito alla prevenzione e scegliendo un approccio di incontro, dialogo e relazione, hanno reso possibile ogni attività.
 
Nicola Andrian
 
L'equipe 2021 nella nuova sede dell'ufficio Bea&Intereurisland in Juazeiro-BA