Un progetto che si sviluppa principalmente nella regione metropolitana della città di Petrolina, nello Stato del Pernambuco in Brasile, attraverso una rete di collaborazioni con enti pubblici, privati e società civile a livello locale e internazionale.
“Dalla nostra esperienza, iniziata nel 2002, abbiamo la consapevolezza che l’incontro, il dialogo e la collaborazione alla pari costituiscono il Cuore di un approccio interculturale e di una relazione autentica. Sono fonte di grande ricchezza per il benessere degli esseri umani e della società e per una migliore presa in carico e risoluzione delle situazioni di bisogno che ogni comunità si trova ad affrontare.”
Nicola Andrian e Isabella Polloni - En.A.R.S.
mercoledì 4 luglio 2012
Formazione alle Relazioni Umane ....di qualità
Attraverso il Progetto BEA si propone e si sviluppa 'formazione' a tanti livelli sia in italia che in Brasile.
La novità di quest'anno 2012, nella logica dello scambio, è la condivisione di incontri formativi alle relazioni umane ...di qualità, con chi sostiene a diverso titolo lo stesso Progetto BEA.
Il test di questa nuova proposta non poteva che essere vissuto proprio con il gruppo dell'Associazione Madre Teresa di Villa del Conte, storica e attuale sostenitrice.
Sono stati pensati e realizzati due incontri attraverso i quali ci è stato possibile approfondire assieme alcuni temi specifici legati alle relazioni che viviamo quotidianamente.
Un'esperienza a detta di tutti bella e significativa in primis per l'atmosfera che si è creta all'interno del gruppo soprattutto per il desiderio di mettersi in gioco e di condividere assieme le personali esperienze, sensazioni ed emozioni.
L'equipe BEA 2012 si sta preparando alla partenza per Petrolina e quindi abbiamo deciso assieme che il prossimo appuntamento potrà essere vissuto in videoconferenza creando un piccolo ponte proprio fra Italia e Brasile.
Nicola Andrian
lunedì 2 luglio 2012
Incontro annuale - Associazione Madre Teresa di Villa del Conte
E' un appuntamento fisso quello che abbiamo vissuto a Villa del Conte (Padova), lunedì 25 giugno.
Un incontro che ci permette di approfondire sempre di più una relazione veramente significativa attraverso la condivisione di quanto realizzato durante il 2011 e quanto in programma per il 2012.
Dell'equipe En.A.R.S. presenti Myriam B. e Coretta B. studentesse che hanno svolto il tirocinio formativo a Petrolina nel 2011, Sara M. e Gloria P., studentesse che si stanno preparando a partire il prossimo agosto, Isabella P. Presidente, ed io, Nicola A. responsabile progetto.
Dell'Associazione Madre Teresa di Villa del Conte (PD) presenti Rosanna M., responsabile, Ivana C. Carla B. Bruna M. Marina Z. Luigina M. Giovanna M. Rossana O. Maristella M. Antoniacci C. Sabrina P. aria Assunta S. Flora P. Franca C. Elisabetta P. Donatella Z. e Germana Z. che attraverso il volontariato rendono viva e attiva l'Associazione nel sostegno di progetti sociali e di sviluppo.
Una serata all'insegna della condivisione, del dialogo, dello scambio di vissuti, sensazioni, idee, aspettative, impegni e ... sogni .
Grazie di Cuore a tutti e un applauso speciale a quante hanno preparato il rinfresco finale!!!
Nicola Andrian.
Un incontro che ci permette di approfondire sempre di più una relazione veramente significativa attraverso la condivisione di quanto realizzato durante il 2011 e quanto in programma per il 2012.
Dell'equipe En.A.R.S. presenti Myriam B. e Coretta B. studentesse che hanno svolto il tirocinio formativo a Petrolina nel 2011, Sara M. e Gloria P., studentesse che si stanno preparando a partire il prossimo agosto, Isabella P. Presidente, ed io, Nicola A. responsabile progetto.Dell'Associazione Madre Teresa di Villa del Conte (PD) presenti Rosanna M., responsabile, Ivana C. Carla B. Bruna M. Marina Z. Luigina M. Giovanna M. Rossana O. Maristella M. Antoniacci C. Sabrina P. aria Assunta S. Flora P. Franca C. Elisabetta P. Donatella Z. e Germana Z. che attraverso il volontariato rendono viva e attiva l'Associazione nel sostegno di progetti sociali e di sviluppo.
Una serata all'insegna della condivisione, del dialogo, dello scambio di vissuti, sensazioni, idee, aspettative, impegni e ... sogni .
Grazie di Cuore a tutti e un applauso speciale a quante hanno preparato il rinfresco finale!!!
Nicola Andrian.
Serata di festa e condivisione - GRITABRASIL e Progetto BEA
Domenica 17 giugno 2012
Nello spazio all'aperto in via del Commissario, zona Crocifisso, a Padova, assieme al gruppo GRITABRASIL abbiamo trascorso una serata di Festa sia per la conclusione del percorso Gritabrasil 2012 che per la condivisione del programma 2012 del Progetto BEA.
Musica, balli, la cena condivisa, ringraziamenti e saluti.
Un grazie a tutti i presenti!!!
Nello spazio all'aperto in via del Commissario, zona Crocifisso, a Padova, assieme al gruppo GRITABRASIL abbiamo trascorso una serata di Festa sia per la conclusione del percorso Gritabrasil 2012 che per la condivisione del programma 2012 del Progetto BEA.
Musica, balli, la cena condivisa, ringraziamenti e saluti.
Un grazie a tutti i presenti!!!
lunedì 16 aprile 2012
venerdì 30 dicembre 2011
Abitudine?!
Sguardo puntato
altrove ... silenzioso,
Ormai mi sono abituato a questo???
sto scendendo per
la strada che dal PETRAPE porta alla casa dei volontari.
quante volte l’hanno
percorsa i miei piedi su e giù, lentamente, di corsa, distratto, assolutamente
presente ...
non mi accorgo di
un amico che incontro
“ Oi Nicola tudo bem?
E’ o Que? Tá
triste?
“Esta noite foi
levar as meninas no aeroporto…
Foram em bora,
voltaram para a Itália!”
“E ai cara ....
você ja está acostumado com isso não è?”
Quasi non rispondo,
lo saluto veloce e arrivo a casa.
Mi collego e cerco un
vocabolario.
Abitudine: stabile acquisizione di un particolare comportamento
…
tendenza
ad agire in un modo determinato e costante acquisita attraverso la ripetizione
delle stesse azioni.
No, assolutamente
no, non mi sono abituato!
Caricare valige e
partire verso l’aeroporto ….
Avvicinarmi al
bancone con loro per sbrigare il check in e avviarsi verso l’imbarco.
Poi tutto in pochi
secondi …
abbracciarsi,
stringersi mani nelle mani, baciare visi e incrociare sguardi che in un istante
cercano di ripercorrere e raccontare quattro mesi di Vita assieme.
Non mi sono
assolutamente abituato a salutare persone con cui ho condiviso una casa, una
stanza, il tirocinio, sogni, desideri, attività, sorrisi, soddisfazioni,
momenti difficili, pianti, conquiste e sconfitte …
notti, colazioni,
pranzi, discussioni, stupori, incomprensioni…
Mamma mia no, non
mi sono assolutamente abituato agli ‘strappi’
All’aeroporto o alla
stazione; piccoli o grandi, superficiali o profondi di questo si tratta ….
strappi!
Strappo: lacerazione, squarcio, rottura provocata
tirando verso direzioni opposte …
interruzione
di rapporti
Quanti strappi in
questi ultimi dieci anni????
Prendo un foglio e
comincio a scrivere nomi e date,
Ci metto tanto, più
del previsto perchè un nome richiama un altro, ogni ricordo mi apre un mondo …
allora cerco foto,
mail video …..mi perdo!!!!
Testa e Cuore si tuffano
in un mare di relazioni che iniziano nell’estate 2000, anno del mio tirocinio,
e continuano con le tante e diverse equipe di ogni anno seguente fino a
‘Minha Equipe è um
Show – Petrolina 2011’
Numeri?
Ho conosciuto e convissuto,
da pochi giorni ad anni interi, con ben 86 volontari e studenti italiani e 16
stranieri dalla germania, belgio, stati uniti, spagna …
102 volti …
102 storie
Circa 46 le attese
per gli arrivi in aeroporto o alla stazione dei Bus
forse 48 gli
strappi …
Parte dello
strappo, però, è la consapevolezza che dopo qualche mese ci si può ritrovare,
non con tutti ….. magari in Italia.
E allora è
emozione, emozione pura!
Un abbraccio a chiunque abbia condiviso anche un solo giorno della propria Vita qui con noi a Petrolina e buon rientro
Solange, Coretta, Lisa e Myriam
Ci si rivede in
Italia …
Nicola Andrian
mercoledì 28 dicembre 2011
Coretta Bergamin: il mio tirocinio a Petrolina
Dove sono?
Mi sembra ieri il mio
arrivo in Brasile. Passare la notte in aeroporto, fare 10 ore di volo guardando
costantemente l’azzurro dell’oceano. Finalmente, arrivare in quel lembo di
terra dall’altra parte del mondo. Dove sono finita? Mi domandavo attorniata da
volti dai mille colori e parlando un portoghese che nessuno capiva.
Petrolina
Con un progetto in mano
in cui forse non credevo molto, delle nuove compagne di viaggio e un paesaggio
nuovo ai miei occhi che mi circondava (l’arido Sertão) è iniziata la mai
avventura a Petrolina. Questa città ha aiutato a riscoprirmi, si, mi ha regalato un nuova Core. Petrolina,
grande calderone di colori, persone, musiche, situazioni, eventi. Petrolina che
nel suo grande abbraccio con il Velho Chico ha concesso di sognare di fronte a
tramonti meravigliosi (che arrivavano sempre cosi presto!).
Petrolina, che per quei
mesi sei stata la mia Casa e lo sarai nel cuore per sempre.
La rete dell’equilibrista
Il filo conduttore che mi
ha permesso di sviluppare il mio lavoro
in Brasile è stato il Progetto BEA. A
parte il fatto di aver strutturato una equipe che finì per essere la mia
famiglia, mi ha permesso di vedere, capire, pensare un progetto di
Cooperazione Allo Sviluppo! Mi ha permesso di entrare nell’anima del progetto,
vedere la rete costruita, capire i giochi attoriali; mi ha fatto essere
professoressa di Italiano, palestrante in una Conferenza, grafica alle prime
armi.


Ma soprattutto (e se
potessi lo sottolineerei mille volte): ha creduto in me, ha creduto in noi tutte
volontarie.
Forse ora so cosa farò finita questa laurea,
forse finalmente sono uscita dai libri.
Le mani con il fiore
Non è possibile
scrivere ciò che si prova entrando per quella porta blu sempre Aperta. Ti si
scaraventa addosso un’allegria indefinita fatta di abbracci e di baci dietro
una enorme scritta blu con scritto APAE (Associazione che lavora nel territorio
con i diversamente abili).
Ho passato troppo poco tempo li, divisa tra
l’ufficio e le aule, tra la direzione, i professori, le mamme e i ragazzi. Ma
sono stata Coretta “a italiana”, una persona ben definita di cui accettavano il
lavoro e la presenza. L’APAE mi ha donato un motivo per svegliarmi prestissimo
alla mattina, mi ha regalato abbracci di tutti i colori e tante lacrime,
arrivato il momento di andarsene.
Il ritorno
Ora scrivo guardando lo
stesso azzurro dell’oceano che mi accompagnava all’andata. Tento di scrivere in
poche righe due dei mesi più belli e formativi della mia vita. Non ce la
faccio, rileggo e cancello nella speranza di riuscire a stendere qualcosa di
illuminante. Vorrei che le persone che leggono avessero la percezione dei
colori di un tramonto all’Ilha, dei sapori dei mille frutti dai nomi impronunciabili, di un abbraccio di un
bambino disabile, dell’affetto incondizionato che ho sempre ricevuto da tutti.
Ma non importa, sono cose
che sono dentro di me e che rimarranno per tutta la vita.
Coretta
mercoledì 14 dicembre 2011
Myriam Buffa: il mio tirocinio a Petrolina
Myriamaaaaa...
che
SAUDADE non sentirmi più chiamata in quel modo..
che
SAUDADE non poter incrociare i loro occhi, volti che vorrebbero curiosare al di fuori delle mura del centro..
Ragazzi,
minori infrattori che attendono la sentenza del giudice oppure già sentenziati,
devono trascorrere il loro tempo
all'interno del centro che gli accoglie, per scontare la pena.
Per
me sono “i mie ragazzi” che in tutti
questi mesi hanno riempito le mie giornate: di racconti di vita, del mitico gioco da tavola Uno, ma soprattutto
hanno insieme a me danno “vita” al mio tirocinio...
Abbiamo
parlato di droga... ma ancor prima con molta discrezione, ho raccolto piccoli
frammenti delle loro vite, racconti di esperienze, confidenze e situazioni
difficili.
Non
solo dai loro racconti riuscivo a entrare un po' nelle loro vite, a farmi
spazio, li osservavo molto.. la loro pelle parlava piena di cicatrici, di segni
indelebili.
Gran
parte di loro hanno fatto uso di
sostanze psicotrope per la maggiore sono: crack, maconha, cocaina, inalanti.
L'attività
per me più significativa,che mi ha permesso di creare una bella atmosfera di gruppo e collaborazione
anche tra i ragazzi stessi, è stata
di creare un corpo umano a grandezza reale:
disegnare le parti che compongono lo
stesso quindi gli organi, riportando accanto le conseguenze che la droga reca.
Gli
stessi ragazzi sono stati fieri del lavoro ma soprattutto sono rimasti colpiti
perché ignari di quello che fino a poco tempo fa assumevano.
Un
piccolo puzzle,una carta vincente per me,una conoscenza in più per loro.
Non
sono andata in Brasile con l'intento di far imparare nulla, soltanto spero di
aver nel mio piccolo segnato una via di
possibilità ben diversa dalla strada e dalla droga.
Sono
tornata in Italia con un bagaglio personale pieno zeppo dei miei ragazzi, di
tutti i momenti condivisi con l'equipe con la quale si è creato un legame
profondo, di musica, cibo e di posti indimenticabili.
Myriam
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