Un progetto che si sviluppa principalmente nella regione metropolitana della città di Petrolina, nello Stato del Pernambuco in Brasile, attraverso una rete di collaborazioni con enti pubblici, privati e società civile a livello locale e internazionale.

“Dalla nostra esperienza, iniziata nel 2002, abbiamo la consapevolezza che l’incontro, il dialogo e la collaborazione alla pari costituiscono il Cuore di un approccio interculturale e di una relazione autentica. Sono fonte di grande ricchezza per il benessere degli esseri umani e della società e per una migliore presa in carico e risoluzione delle situazioni di bisogno che ogni comunità si trova ad affrontare.”

Nicola Andrian e Isabella Polloni - En.A.R.S.

martedì 27 novembre 2012

Il 'Tirocinio formativo' di Gloria Pettenon e Sara Manni


Partiamo il 20 agosto, salutando familiari e amici, ancora ignare delle 24 ore di viaggio che ci aspettavano per raggiungere il tanto atteso Brasile!
Una mistura di adrenalina, paura, curiosità, avventura..
Ci mettiamo in fila con le nostre valigie e via a fare il check-in: è sicuro, si parte!
Un sacco di scali, visi diversi, qualche chiacchierata con i compagni di volo e finalmente arriviamo a Petrolina; 21 AGOSTO.
Nicola e il suo amico Donato ci aspettano all'aeroporto "SARA MANNI-GLORIA PETTENON, PROJETO BEA"
WOW. La nostra avventura adesso ha inizio.

Si respira un'aria differente.
I primi giorni giriamo un po’: conosciamo la città, impariamo a muoverci per le strade, sperimentiamo cibi, visitiamo altri progetti e andiamo a presentarci alle strutture nelle quali avremmo operato per il nostro tirocinio.
Emozioni forti sin da subito! Incontriamo una realtà diversa ... una cultura diversa ...che non conoscevamo e che non è quella che ci eravamo immaginate da casa, in Italia.
"Ma come sarà il posto dove andrò?" ce lo eravamo chieste un sacco di volte prima di partire!

Musica, calcio, spiagge, favelas, povertà, sole???
Arriviamo e 'PAFF' ci troviamo catapultate in un mondo nuovo: la gente che incontriamo ci abbraccia, ci stringe, ci bacia..

"Sejam bemvindas e fiquem a vontade" (siate benvenute! e fate come se foste a casa vostra!) è una frase che ci sentiamo ripetere da tutti, con un sorriso che riscalda.

Siamo studentesse all'Università di Padova, sede Rovigo, Ex Facoltà di Scienze della Formazione, corso di laurea in 'Animatore educatore socio culturale' e abbiamo scelto di svolgere il nostro tirocinio formativo qui a Petrolina (Brasile) all'interno dei due carceri minorili della città.
Dopo le visite alle due strutture e la scelta assolutamente non semplice di come dividerci, iniziamo il tirocinio! Gloria al FUNASE CENIP il carcere provvisorio, dove i ragazzi rimangono per un massimo di quarantacinque giorni, tempo necessario per ricevere la sentenza del Giudice dei minori. Sara al FUNASE CASE, il carcere dove i minori giudicati colpevoli scontano la pena. Il focus della nostra riceca-azione è stato per entrambe la 'relazione educativa' anche se i tempi e le modalità sono state diverse. A seguito di un primo periodo di osservazione e conoscenza reciproca, Gloria ha avuto modo di sviluppare un percorso di incontri e attività che permettessero ai ragazzi di raccontarsi, condividendo a volte quanto proposto da Daniele, studente tirocinante del corso di laurea in Cooperazione allo Sviluppo che ha centrato il proprio tirocinio sul  protagonismo giovanile. In quale modo quindi accompagnare i ragazzi in un cammino pur breve e semplice di riscoperta di se e delle relazioni. In che modo permettere che questo avvenga con loro veri protagonisti?
Sara, invece, ha potuto proporre delle attività specifiche affiancando le professoresse della scuola interna al carcere. Un percorso volto ad osservare e cercare di capire la relazione educativa fra i ragazzi e le insegnanti stesse. In un contesto di reclusione, si manifesta, e eventualmente in che modo, l'influenza del riferimento educativo adulto nel comportamento del minore? In che modo è possibile osservare l'autenticità della figura professionale dell'educatore/insegnante, la modalità attraverso cui interagisce in questo contesto, con il proprio sistema di valori, di convinzioni, di conoscenze e sentimenti?
Oltre a questo impegno con le strutture del carcere, entrambe ci siamo inserite in altre due diverse strutture di accoglienza della città, collaborando con un progetto dell’UNIVASF (Università Federale di Petrolina): Gloria al CEMAM e Sara all'Anjo da Guarda. Il primo è una struttura che accoglie bambine con problemi familiari e sociali, mentre il secondo una struttura per bambini e adolescenti, sia maschi che femmine, in condizioni di forte disagio e rischio.
Come ci si muoveva in città??? Grazie al nuovo acquisto del Progetto Bea! Le nostre due bellissime biciclette! 
Al mattino la strada assieme verso i due carceri, con un risveglio sofferto dato dai ciottoli sulla strada che rendono impossibile la pedalata. Il ritorno per pranzo sotto il sole cocente, e subito a raccontarci le forti emozioni, le difficoltà e i divertenti episodi successi durante la mattinata.
Sono stati questi momenti, cucinando, lavando la roba, prima di addormentarsi .... che ci hanno aiutato ad affrontare tutto con uno spirito diverso: condividendo, raccontandoci, dandoci suggerimenti, discutendo. Un grande arricchimento per entrambe.
Sono state più formali, invece, le riunioni settimanali con l’equipe Projeto BEA, altri momenti di condivisione, fondamentali per approfondire le nostre conoscenze e metterle in pratica.
Adesso, arrivate alla fine di questi tre mesi di tirocinio, al momento delle valutazioni e dei saluti .....  ripensiamo al percorso fatto, a quanto imparato, a quanto sbagliato e ci accorgiamo di quanto per noi quest’esperienza sia stata formativa.
Un grazie enorme a Petrolina e alla sua gente, nel nostro cuore rimarrà il calore e l’accoglienza che le persone di qui ci hanno trasmesso fin dai primi giorni. Un ringraziamento anche a Nicola Andrian che ci ha accompagnato nella nostra formazione e un grazie a tutti quelli che hanno reso questa esperienza possibile e indimenticabile!

Até mais
Gloria e Sara

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